sabato 16 luglio 2011

DEL VIAGGIO – PRIMO INTERMEZZO


Là-bas, je ne sais où…

Vigilia di viaggio, campanello…
Non mi preavvisate con tanto stridore!
[…]

Voglio, in questo momento, mentre fumo sulla piattaforma di
[oggi,
stare ancora un po’ attaccato alla vecchia vita.
Vita inutile, che sarebbe meglio lasciare, che è solo una cella?
Che importa? Tutto l’universo è una cella, e l’essere prigioniero
[non riguarda le dimensioni della cella.
La sigaretta mi preannuncia una nausea imminente. Il treno è già
[partito dall’altra stazione…
Addio, addio, addio, a tutti voi che non siete venuti a salutarmi,
mia famiglia astratta e impossibile…
Addio giorno d’oggi, addio piattaforma di oggi, addio vita, addio
[vita!

Ah, restare come un pacco dimenticato, con tutte le sue etichette,
all’angolo della pensilina dall’altra parte del binario.
Essere trovato dal guardiano che passa dopo la partenza –
«Ma guarda! C’è qualcuno che deve aver dimenticato questo» –

Restare soltanto a pensare di partire,
restare e avere ragione,
restare e partire di meno…
[…]

Partire!
Non tornerò più,
non tornerò più perché non si torna mai.
Il luogo in cui si torna è sempre un altro,
la stazione a cui si torna è un’altra.
Non c’è più la stessa gente, né la stessa luce, né la stessa filosofia.

Partire! Mio Dio, partire! Ho paura di partire!...

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