venerdì 15 luglio 2011

VIA-DI-QUI

Con ogni partenza ci si lascia qualcosa alle proprie spalle, che siano una città o, più semplicemente, degli affetti. Ci si interroga allora sul motivo del viaggio, su quella ragione che, come una enorme corda, ci trascina d’improvviso verso un altrove di luci e suoni ignoti. Ma è sempre così? A volte è vero il caso opposto. A volte capita che alla corda che ci tira si sostituisca la molla che da tergo ci spinge: noi ne assecondiamo il movimento e, in un attimo, eccoci lontano da casa. Dove ci troviamo? Non lo sappiamo. Siamo lontano da dove eravamo, importa solo questo.

“Dove vai, Signore?”
“Non lo so,” risposi. “Pur che sia via di qui, via di qui, sempre via di qui, soltanto così posso raggiungere la metà.”
“Dunque sai quale è la tua meta,” osservò.
“Sì,” risposi. “Te l’ho detto. Via-di-qui; ecco la mia meta”.
“Non hai provviste con te”, disse.
“Non ne ho bisogno,” risposi. “Il viaggio è così lungo che dovrò morir di fame se non trovo nulla per via. Nessuna provvista mi può salvare. Per fortuna è un viaggio veramente straordinario.”
[Kafka – La partenza]

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